Eletto il nuovo consiglio diocesano

Domenica 23 febbraio si è svolta l’Assemblea diocesana dell’AC.
È stato un momento ampio e bello di confronto sui temi che ci stanno più a cuore: la Chiesa, la Città, l’Azione cattolica, la vita cristiana.
La presenza è stata numerosa, dall’inizio fino alla fine dei lavori assembleari, cui ha preso parte anche il vescovo diocesano, S.E. Giuseppe Piemontese.
Nei prossimi giorni si svolgerà l’iter che porterà, tra qualche giorno, alla nomina del presidente diocesano, della presidenza e di tutti gli organismi statutari dell’AC.

Diamo nota degli eletti nel consiglio diocesano, divisi per settore.

Adulti:
– Pileri Rita
– Armillei Giorgio
– Santi Nazario Sauro
– Bolloni Simonetta

Giovani:
– Sereni Tommaso
– Del Caro Lorenzo
– Fiocchi Francesca
– Sabina Ester

ACR:
– Cesaroni Matteo
– Sabatini Chiara
– Tiacci Tommaso
– Pettirossi Francesco

“Lampada ai miei passi”, vangelo 16/02/2020

Un pensiero di Federica Inches
sul vangelo di domenica 16/02/2020 (Mt 5, 17-37) 

Scrivendo tra e per cristiani di provenienza giudaica, sensibili al problema del rapporto fra annuncio evangelico e norme antiche, l’evangelista Matteo chiarisce che Gesù non è venuto ad abolire la “Legge o i Profeti”; ribadisce, quindi, la validità dell’espressione codificata della volontà di Dio per il suo popolo, che costituiva il tratto distintivo di Israele fra le genti.

Gesù, però, non si limita a riaffermare l’insieme di prescrizioni che guidavano la vita di ogni buon Israelita; Egli porta a compimento quella Legge, facendone sbocciare l’originario senso vitale per l’uomo e conducendola ad un esito che la corona e la supera. Non si tratta di dover fare o non dover fare qualcosa: si tratta di “essere” in un certo modo; di avere uno sguardo nuovo; di porsi, nel rapporto con Dio e con gli uomini, con un’attitudine che affermi la nostra e l’altrui dignità.

È un invito -il Vangelo di questa domenica- a guarire il cuore, da dove prendono forma le nostre parole e le nostre azioni, per guarire la vita.

Amiamo, dunque, e certamente non uccideremo, neanche con le parole.
Orientiamo le nostre relazioni umane all’incontro riconciliatore, e allora quella con Dio si esprimerà in un culto che non sarà vano.
Guardiamo per edificare, e sicuramente non cadremo nelle maglie della bramosia che riduce l’altro a mero oggetto di desiderio accaparratore.
Facciamo verità in noi stessi e parliamo con la conseguente lucida onestà, e non servirà più proferire giuramenti.

“Lampada ai miei passi”, vangelo 09/02/2020

Un pensiero di don Luciano Afloarei
sul vangelo di domenica 09/02/2020 (Mt 5,13-16) 

Signore tu ci hai dato una dignità immensa: nel Battesimo hai reso anche noi luce “riflessa”, di quella luce che Tu solo sei, per dare sapore alla vita, per renderla veramente bella e gioiosa! Perdonaci per ogni volta che ci dimentichiamo di essere luce e sale della vita, per tutte le volte nelle quali mettiamo sotto il “moggio” del nostro egoismo e delle nostre pigrizie quella luce che Tu alimenti sempre nella nostra vita.

Donaci il coraggio di diventare fonte di speranza e serenità per questo mondo appesantito dal buio della sofferenza e della lontananza da te. Fa’ che il nostro amore si alimenti sempre alla fonte della Tua carità.

“Lampada ai miei passi”, vangelo 02/02/2020

Un pensiero di Augusto Magliocchetti
sul vangelo di domenica 02/02/2020 (Lc 2, 22-40) 

Il Vangelo di oggi ci presenta due quadri che esaltano l’umanità del racconto.
Il primo è il quotidiano e faticoso divenire uomo del Gesù bambino che connota tutti gli aspetti della sua temporalità, come la dipendenza dai suoi genitori, ma anche la Sua collocazione nello spazio di una famiglia e di un ambiente sociale e religioso. L’altro è la collocazione del racconto nel calendario liturgico.

Il tempo di Natale è concluso e il Vangelo di Luca, pur raccontando un episodio di Gesù bambino, ci anticipa il tempo di Pasqua con la profezia di Simeone ed Anna, che indicano il destino di incomprensione e dolore di quel bimbo che affronterà la morte per restituire a ciascuno di noi la vita.

Mi colpisce la senilità dei protagonisti e la loro paura che è quella di tutti coloro che si confrontano con la vecchiaia. Simeone ed Anna riconoscono nel bambino il realizzarsi della promessa di Javè, la venuta del Messia, l’Atteso delle genti. Ora possono morire in pace perché la paura della morte è vinta, perché Dio stesso si fa vicino al nostro limite, fa Sua la condizione umana, si fa compagno di ciascuno di noi dando senso e speranza di vita anche a chi, al limite del suo tempo e della sua presenza nel mondo, sa di poter abbracciare il Signore che salva.

“Lampada ai miei passi”, vangelo 26/01/2020

Un pensiero di Evandro Astancolli
sul vangelo di domenica 26/01/2020 (Mt 4,12-23) 

Gesù si trasferisce a Cafarnao per dare inizio alla sua predicazione. Era arrivata la luce del mondo: fino ad allora bastava il sole a garantire luce e calore, ma il sole non arriva nei luoghi più profondi e oscuri del nostro cuore.

Gesù esordisce con una nuova immagine di Dio, non un dominatore, ma un servitore e, senza colpo ferire, proclama con autorità: «Convertitevi, perché il Regno dei cieli è vicino». Per convertirsi bisogna fare chiarezza, illuminare la parte più scura, riconoscerne i disvalori, cercare di analizzare i pensieri per trasformarli in azioni e buone relazioni, semplicemente lasciandosi toccare dal suo infiniro amore misericordioso.

“Lampada ai miei passi”, vangelo 19/01/2020

Un pensiero di Luca Diotallevi
sul vangelo di domenica 19/01/2020 (Gv 1,29-34) 

Cosa è il peccato? Cosa è la speranza?

Il peccato è una volontà che non vuole il bene e non vuole bene. Ha radici in pensieri confusi e a volte cattivi.

La speranza è quella di avere un giorno un cuore buono: una volontà che vuole il bene e che vuole bene, un pensiero chiaro e capace di godere del vero.

E intanto: chi sono io per Dio nel mio peccato? «È troppo poco che tu sia mio servo!»

Risposta sorprendente? Non è forse Lui il dio dei sacrifici all’incontrario! Il Dio che rifiuta sacrifici e che viene, lui stesso, nel mio più profondo, sotto la mia pelle e al cuore della mia carne, e prende su di sé il mio peccato. Lui, finalmente, mette la Sua “legge nel mio intimo”, sicché, pian piano, il mio pensiero schiarisca e la mia volontà cominci a voler bene e il bene.

“Lampada ai miei passi”, vangelo 12/01/2020

Un pensiero di Agnese Sabina
sul vangelo di domenica 12/01/2020 (Mt 3,13-17) 

«Ed ecco una voce dal cielo, che diceva: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento”.»

In un mondo che troppo spesso ci chiede di smussare i nostri angoli, quasi fino ad eliminare la nostra autenticità, queste poche parole arrivano dritte al cuore come frecce dalle punte aguzze e ci ricordano chi siamo: Figli Amati di cui il Padre si compiace.

Ogni mattina dovremmo iniziare la giornata con la consapevolezza di essere Figli pensati e desiderati fin dal principio così come siamo, Amati sempre, nonostante dubbi e fragilità, bersagli mancati, sogni non realizzati, perchè è grazie a quelle ferite che più ci fanno male che possono entrare spiragli di Luce. Il Signore si compiace di noi e viene ad abitare le stanze più nascoste del nostro cuore.

Con il Battesimo siamo diventati membra di quel grande Corpo che è la Chiesa, con la libertà di sentirci accolti senza veli nella certezza di un Amore incondizionato.

“Lampada ai miei passi”, vangelo 05/01/2020

Un pensiero di Giorgio Armillei
sul vangelo di domenica 05/01/2020 (Gv 1,1-18) 

Difficile non provare stupore e smarrimento di fronte a questi primi 18 versetti del vangelo di Giovanni.

Ci raccontano il progetto di Dio per il mondo. Ci raccontano della fondamentale libertà dell’uomo di respingere o accogliere quel progetto. Ci raccontano del suo “venire ad abitare” nel tempo, nella storia, rivelandosi ad alcuni ma per tutti, per gli uomini e le donne di ogni generazione. Un progetto che include e non allontana, che unisce e non separa.

È Gesù che interpreta e narra questo progetto, in virtù del suo essere “nel seno di Dio”. In continuità con e non in sostituzione del Mosè cui fu donata la legge.

“Lampada ai miei passi”, vangelo 29/12/2019

Un pensiero di don Matteo Antonelli
sul vangelo di domenica 29/12/2019 (Mt 2,13-15.19-23) 

Quest’anno la Festa della Santa Famiglia ci fa riflettere sulla figura di Giuseppe, lo sposo di Maria, il padre di Gesù. Egli ha custodito coloro ai quali voleva bene e gli erano stati affidati da Dio, pur non comprendendo a pieno le situazioni che si trovava a vivere. Egli ha posposto il suo bene (il lavoro, la stabilità, lo stesso onore), al bene di Maria e di Gesù: per loro è diventato profugo e straniero. Egli si è messo in ascolto discreto (perché discernente) della volontà di Dio e si è fidato di lui.

Che i membri di ogni famiglia (marito, moglie, figli) custodiscano il bene, pospongano se stessi agli altri, si ascoltino e si mettano in ascolto, personale e famigliare, della volontà di Dio, per essere come la Santa Famiglia di Nazareth.

“Lampada ai miei passi”, vangelo 25/12/2019

Un pensiero di Elisa Alcini
sul vangelo di Natale (Lc 2, 1-14) 

È l’evangelista Luca che, tratteggiando un preciso quadro storico, racconta il viaggio di Giuseppe e Maria da Nazareth verso la Giudea, obbedienti al censimento imperiale ordinato da Cesare.

Qualcosa accade. A Betlemme, città di Davide, si compiono per lei i giorni del parto. Ma per il suo bambino non c’è posto: solo una mangiatoia può accoglierlo.

Una buona ed attesa notizia, lontana dalla città e dal clamore mediatico, nella povertà di una stalla ove non manca l’entusiasmo di annunciare questa grande gioia di cui si fanno portavoce i messaggeri di Dio che lo lodano e riconoscono la Sua gloria. L’angelo appare ai pastori, ultimi per Israele e primi per Dio, per dare loro il lieto annuncio.

Come i pastori, non temiamo, ma portiamo questa gioia (così umana ma ricca di promesse eterne) nelle nostre vite e in quelle di coloro che sono ai margini, proprio sotto i nostri occhi.

Un augurio di un Santo Natale!